Contesto socio-culturale

Il Centro educativo “Santa Doroteia” è situato nel quartiere Parque Residencial Cocaia (zona di Grajaù) alla periferia sud di San Paolo del Brasile: una zona molto povera e con un alto indice di criminalità e di violenza.

Le famiglie, per la maggior parte migranti da altri stati, per lo più dal nord-est, hanno un elevato numero di figli e la condizione, per se stessa precaria, è ulteriormente appesantita dal reddito molto basso.

Sono tantissimi i casi in cui la mamma è capo-famiglia, per l’assenza della figura del padre.

La maggioranza delle donne (l’80% circa), costrette al lavoro fuori casa, impiega molto tempo per lo spostamento al luogo del lavoro (a volte fino a 3 /4 ore) con la conseguenza dell’abbandono dei figli a se stessi, i quali trascorrono la maggior parte della giornata sulla strada. A ciò concorre pure il sistema scolastico ritmato su turni che si alternano e lasciano scoperto molto tempo.

Molti ragazzi, soprattutto nell’età dell’adolescenza, spinti da un ozio forzato e da mancanza di luoghi di ritrovo, entrano nel giro della droga e della violenza. Sono spesso vittime di un sistema che li fa coinvolge nel vortice dello spaccio di droga, come “corrieri” pilotati dai grandi.

Numerose sono pure le ragazze che rimangono incinte a soli 13/14 anni. Alcune, inoltre, in numero sempre crescente, si danno alla prostituzione, come mezzo per sostentare la famiglia che vive nella miseria.

Relativamente allo spaccio e all’uso della droga, non conosciamo dati numerici precisi, ma possiamo identificare con facilità la sua influenza distruttrice nella vita dei giovani e delle famiglie, che finiscono per vedere in essa l’unica via di uscita da una vita di miseria e senza orizzonti.

Non sono rari i casi di giovani che non arrivano a compiere 16 anni perché assassinati (talvolta a causa di un debito di pochi euro!).

Si stima, infine, che il più alto tasso di disoccupazione, rispetto al numero di disoccupati della città di San Paolo (circa 1.600.000) si localizzi nelle zone periferiche come Grajaù e Cocaia.

Proprio in questa zona, dal 1995, è presente e opera la comunità religiosa delle Suore Dorotee.

Apertura del Centro de Convivência Santa Doroteia

A partire dall’analisi della realtà e dalla missione educativo-pastorale propria della Congregazione che ci impegna, insieme ai laici, in alcune risposte alle povertà che colpiscono in modo drammatico soprattutto le giovani generazioni, il 5 marzo 2001, la comunità delle Suore Dorotee in collaborazione con un gruppo di donne ha dato vita al Centro “Santa Doroteia”.

La spinta decisiva alla fondazione è venuta da un fatto accaduto proprio nella chiesa parrocchiale: uno dei nostri adolescenti, che faceva il “corriere” nella catena dello spaccio, è stato assassinato sul sagrato della chiesa, mentre cercava rifugio per sfuggire agli inseguitori.

Obiettivi del Centro de Convivência Sant Doroteia

Il Centro “Santa Doroteia” è uno spazio educativo in cui 200 ragazzi/e, dai 07 ai 15 anni, (100 al mattino e 100 al pomeriggio) occupano il tempo libero dalla scuola in varie attività: artigianato, danza, ginnastica, capoeira, pallavolo, calcio, basket, pittura, informatica, teatro, musica e sostegno scolastico.

La finalità del Centro di Convivenza “Santa Doroteia” è di togliere i ragazzi dalla strada e dalle mani degli spacciatori e di offrire loro la possibilità di uno spazio in cui:

  • stare insieme serenamente realizzando attività di loro interesse;
  • essere sostenuti e accompagnati nello studio al fine di un buon rendimento scolastico;
  • svolgere attività socio-educative che contribuiscono alla scoperta e valorizzazione di sé e degli altri, all’autonomia, alla solidarietà e alla convivenza civile;
  • partecipare alla vita della comunità locale attraverso occasioni di ritrovo con altri gruppi: scuola, catechesi, gruppi giovanili;
  • affrontare temi e problematiche inerenti all’esperienza dell’adolescente quali: sessualità, innamoramento, mondo del lavoro, gravidanza precoce, droga, AIDS, con l’aiuto e l’orientamento di una psicologa;
  • riflettere e impegnarsi a realizzare il proprio progetto di vita.

La conduzione del Centro è resa possibile grazie alla presenza di un gruppo di 40 volontari tra educatori e monitori che si alternano durante la giornata. Da aprile 2008, le suore sono  riuscite ad ottenere la convenzione con il Comune, grazie alla quale hanno potuto assumere con contratto regolare 13 di questi volontari e assicurare ai 200 ragazzi, oltre la colazione o la merenda, anche il pranzo e/o la cena.

La convenzione con il Comune copre le spese “vive” (alimentazione, salario di 13 operatori, luce, acqua, gas, telefono, e qualche piccolo lavoro di manutenzione tipo lampadine e qualche latta di pittura),  rimane a carico dell’Ente tutta la parte relativa allo spazio fisico da mantenere (5000 metri quadrati di cui 1200 di costruzione). Tutti gli interventi di ristrutturazione continuano a richiedere tanta manutenzione che é sempre resa possibile grazie alla solidarietà di tanti amici e gruppi che sono un sostegno a distanza.

 

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Causale: Progetto Centro de Convivenza Santa Doroteia

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